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La Legnano di Gino Bartali - Tour de France 1938

Museo del Ghisallo. Sala Bartali
La sala ospita la bicicletta Legnano con la quale Gino Bartali conquistò il Tour de France del 1938.
Osservazioni personali.

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La Dreher di Murgia

di Marco Pastonesi

Una Dreher. Che, detta così, ha l’aria della birra, invece era una borraccia. La sua prima borraccia. La prima borraccia di Marcello Murgia è un po’ come il primo cent di Paperon de’ Paperoni. Il 1972, Giro d’Italia, a Genova. Marcello era un ragazzino e, racconta, tutte quelle due ruote, tutte quelle maglie a strisce, tutti quei cappellini messi un po’ diritti e un po’ al contrario, e forse anche tutti quei nasi affilati dalla fatica: un fascino pazzesco.

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da «La Gazzetta dello Sport» del 22 ottobre 2011 a firma Marco Pastonesi

Non c'è più religione: muoiono anche gli angeli custodi. Ettore Milano era
uno dei due angeli custodi di Fausto Coppi. L'altro è Sandrino Carrea.
Ettore, classe 1925, sei anni meno di Fausto, l'angelo custode in
camera, a letto (separati), a tavola. Sandrino, classe 1924, cinque
anni meno di Fausto, l'angelo custode in corsa, in salita, sulle
montagne. Ettore sorridente, sereno, pacifico. Sandrino burbero,
effervescente, battagliero.

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Francesco Moser dona la sua rosa al Museo del Ghisallo

Il campione trentino si priva dell’unica maglia che ha custodito, quella del Giro 1984 vinto su Fignon, per farne dono a Fiorenzo Magni, presidente del Museo del Ghisallo, il giorno del Lombardia, sabato 15 ottobre, in occasione dei festeggiamenti per i cinque anni di vita della benemerita istituzione alla quale ha concorso La Gazzetta dello Sport. Da Aldo Moser la consegna della maglia di Francesco.

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CURIOSITA' Le Bici delle squadre al Tour negli anni 30

Caro Marcello, a seguito della chiacchierata di ieri sulle bici utilizzate al Tour, ho trovato le seguenti notizie: dal 1903 al 1929 sono state usate bici di varie marche (peugeot, alcjon, auto moto ecc.) dal 1930 al 1939 bici uguali per tutti fornite dall’organizzazione. Henry Desgrange intendeva mettere tutti i concorrenti sullo stesso piano per quanto riguardava le dotazioni meccaniche.

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Ciclismo in lutto. da Tuttobiciweb

È morto stamattina a Novi Ligure (Alessandria) Ettore Milano, con Sandrino Carrea e Michele Gismondi uno degli angeli di Fausto Coppi. Aveva 86 anni: era nato il 25 luglio 1925, sei anni più giovane del Campionissimo.
Professionista dal 1949 al 1958, Milano aveva vinto la tappa Roccaraso-Napoli del Giro 1953. Ma tutta la sua vita, sportiva e non, l’ha dedicata a Fausto. Milano è stato il più grande amico di Coppi, il confidente, il compagno di camera, l’angelo custode, che in camera lo faceva aprire, lo faceva parlare. Era il genero di Biagio Cavanna, il leggendario massaggiatore cieco che scoprì Coppi: aveva sposato la figlia Ada

 
Milano-Roma in bici: la borraccia

di Marco Pastonesi

Allora: il computer c’è, i pedalini pure, l’impermeabilino è lì, il certificato elettorale là, ficco dentro una felpa ché non si sa mai e sono a posto. Dovrei essere a posto. Credo di essere a posto. Mi sembra di essere a posto. Formule rituali necessarie e indispensabili per avere un’attenuante, se non una scusa o un alibi, appena si scopre - di solito succede appena un chilometro lontano dalla porta di casa - di aver tragicamente dimenticato qualcosa di assolutamente indimenticabile.

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