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LIBRI che passione di Ezio Zanenga

 

La mia inguaribile passione e ammirazione verso Gino Bartali, che ebbi la fortuna di conoscere e di godere della sua amicizia, mi porta a presentare un supplemento del n° 166 di ‘Stadio’ edito nell’agosto 1948 e dedicato alla vittoria di Gino al Tour di quell’anno.

 

 E’ titolato “Un mese al Tour con Gino Bartali” scritto da Luigi Chierici, ‘diffuso in Italia, Francia, Olanda, Belgio e Svizzera’, come curiosamente evidenziato sulla copertina che presenta Gino Bartali con l’autore. Formato cm. 20 x 28, pagg. 64, con 25 fotografie in bianco/nero, stampato della STEB di Bologna.

  Mediocre come grafica e stampa, in sintonia con le caratteristiche di un ‘ supplemento’, il contenuto è invece una eccezionale testimonianza di un Tour storico, grazie alla penna di Luigi Chierici, indimenticato e valente giornalista emiliano, ideatore e co-fondatore del quotidiano ‘Stadio’ di cui fu direttore dal 1945 al 1970. In quindici capitoli è narrata tutta l’avventura francese della squadra italiana diretta di Alfredo Binda, con una prosa immediata, senza ‘giringiri’. La salita dell’Izoard è definita “un anello dell’Inferno dantesco”, Giovannino Corrieri è chiamato il ‘bollente siciliano’, Jean Robic è “Piccolo, sgraziato, con un viso da civetta e sempre con una smorfia di disprezzo…” In conclusione, Luigi Chierici scrive: “poche altre volte in vita mia ho speso così bene il mio tempo…”. Da sottolineare che Luigi Chierici, non fa menzione nella sua cronaca, solo e strettamente ciclistica, dell’attentato a Palmiro Togliatti al quale è legata la leggenda (solo leggenda!) di una telefonata di Alcide De Gasperi a Gino Bartali. Sicuramente reale fu invece l’entusiasmo suscitato dalle imprese del campione toscano che contribuì ad ammorbidire la tensione che si era creata in Italia.

 

 
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